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Terni
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TERNI
Comune di
Terni : PIAZZA DELLA REPUBBLICA - Terni - tel: 0744 441211
informazioni sulle strutture ricettive extralberghiere agriturismo e casali :
0763.390047 Terni è un comune di 108.999
abitanti.
Informazioni Turistiche sulla provincia di
Terni
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Storia di
Terni
Terni è conosciuta per le cascate più alte d' Europa con
un dislivello complessivo di 165 metri e con una portata di oltre 300 mc/s
. Le cascate delle marmore sono formate da due fiumi : il
Nera e il Velino.
La città , posta in una pianura alluvionale tra il
fiume Nera e Serra, vide il suo territorio abitato già nell'Età
del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti.
La
prima presenza umana è datata al X sec. a.C.: nel 1884, durante i lavori di
costruzione dell'Acciaieria, fu ritrovata una vasta necropoli umbra, utilizzata
fino al VI sec. a.C. L'origine della città viene fatta risalire al 672 a.C
(convalidata dal ritrovamento di un'iscrizione latina di età tiberiana); il nome
Interamna Nahars ha fatto pensare che i fiumi Nera e Serra e le loro derivazioni
circondassero la città , costituendo una difesa naturale.
Nel 299 a.C.,
con la conquista romana, Terni costituì un florido Municipium romano con templi,
teatro, terme e anfiteatro, favorito anche dalla costruzione della via Flaminia
che ne accentuò lo sviluppo. In quest'epoca viene fatta risalire la prima cinta
muraria.
Nel 271 a.C. il console romano Curio Dentato avviò opere di
bonifica e di ripristino del fiume Velino, creando quella meraviglia che sono
ancora oggi la cascata delle Marmore. Durante la guerra tra
Cartaginesi e Romani, Terni, schieratasi con Annibale, dovette
pagare pesanti tributi ai vincitori Romani.
Occupata da Silla, durante
le lotte che seguirono la fine dell'Età repubblicana Terni, sotto i Cesari,
ampliò la sua struttura urbanistica, divenendo anche sede di una comunità
cristiana (III sec. d.C.) con a capo il vescovo Valentino. Nel 253 d.C. vi trovò
la morte, ad opera dei suoi stessi soldati, l'imperatore Caio Vibio Triboniano
Gallo.
Con la caduta dell'Impero romano, tra il VI e il VII secolo, la
città subisce devastazioni e saccheggi: nel 546 dai Goti di Totila, nel 554 dai
Bizantini di Narsete e nel 755 dai Longobardi. In lotta con Spoleto, Terni
acclamò con gioia Federico Barbarossa, reduce dall'incoronazione di Roma;
questi, nel 1159, eresse Terni a feudo, dandolo al cardinale Ottaviano di
Monticelli che, poco tempo dopo, divenne l'antipapa Vittore IV.
Ma i
ternani, fedeli al Papa, si ribellarono e, come conseguenza, l'Imperatore inviò
l'arcivescovo Cristiano di Magonza con un forte esercito che, nel 1174,
distrusse la città soffocando nel sangue la ribellione. Ricostruita, Terni
attraversò un periodo turbolento, funestato dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini
e dalle guerre con le città vicine per il dominio e il possesso dei castelli e
dei centri di maggior commercio; subì, ad opera delle milizie di Federico II,
anche un lungo assedio che ne minò la forza economica.
Il XIII secolo la
vedrà riprendersi da questo dissesto economico, divenendo centro di transito dei
commerci dei fiorentini con l'Abruzzo e riacquistando di nuovo un relativo
benessere. Nel 1408 passò sotto il dominio di Ladislao di Napoli, poi di Braccio
da Montone, nel 1420 della Chiesa, nel 1433 e 1445 di Francesco Sforza per
tornare, subito dopo, definitivamente, sotto il dominio papale.
Ma
questo periodo non fu sempre tranquillo, anche a causa di guerre intestine tra
nobili e borghesi, che culminarono nel sanguinoso episodio del 25 agosto del
1564, in cui avvenne la strage dei nobili ad opera della fazione dei Banderari,
soffocata dalla repressione del commissario apostolico mons. Monte Valenti,
inviato da papa Pio IV. Dopo questi gravi fatti il dominio papale preservò Terni
da ulteriori rovesci, costituendo così le premesse allo sviluppo industriale
che, iniziato a fine Ottocento, porterà la città a diventare uno dei più
importanti centri economici della penisola.
Nel 1860, annessa al Regno
d'Italia, diede il suo importante contributo all' unificazione ponendosi come
"testa di ponte" per le spedizioni garibaldine contro il declinante Stato
pontificio. Vittima di devastanti distruzioni durante la seconda Guerra
mondiale, a causa del suo nucleo industriale e delle acciaierie, ancora una
volta la città si " rimboccò le maniche " tornando, nell'immediato dopoguerra,
ad essere una realtà importante dell'economia regionale e nazionale. |
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