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Formaggio
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I formaggi accompagnano le vicende umane da tempi immemorabili. Potremmo, infatti, collocare la scoperta dell’arte della trasformazione del latte fresco esattamente nel passaggio cruciale dell’uomo preistorico dalla vita nomade a quella stanziale. Da sempre cacciatore, pescatore, raccoglitore e migratore, nel Neolitico (circa 6000 anni fa), l’uomo cambia lentamente, ma sostanzialmente, stile di vita cominciando ad addomesticare animali e a praticare le prime forme di agricoltura. Nascono i primi insediamenti stabili delle comunità neolitiche che vedono l’allevamento di pecore e capre per avere latte, carne e lana. Il passaggio poi dal cosiddetto “latte agro”, ossia lo yogurt, al formaggio, sembra essere stato del tutto fortuito, infatti la leggenda narra che trasportando il latte in otri ricavati dallo stomaco di agnello, si ebbe così, involontariamente e inaspettatamente la prima cagliata della storia. Da allora il formaggio ha rivestito sempre un ruolo importante nell’alimentazione umana.
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Oggi questo prezioso prodotto, che dovrebbe essere il risultato delle condizioni ambientali, storiche e culturali di una certa area geografica, è sottoposto a un appiattimento del profilo organolettico a causa della standardizzazione del latte e delle tecniche produttive. Il tutto a scapito della qualità. Così il formaggio tipico artigianale non trova più spazio in un mercato che predilige per motivi squisitamente economici la “globalizzazione” dei sapori della produzione industriale, caratterizzata anche dall’uso di additivi chimici.
Ecco perché siamo tutti chiamati a riscoprire e rivalutare la nobile tradizione casearia artigianale, con i suoi procedimenti tradizionali, primo fra tutti l’utilizzo del latte crudo (quindi non sottoposto a termizzazione o sterilizzazione) con il suo originale patrimonio costituito dalla flora microbica nativa, ricca di fermenti che conferiscono aroma e gusto al formaggio. Proteggere le piccole produzioni ancora legate agli antichi saperi tramandati per generazioni, può essere un impegno molto “gustoso”, semplicemente riservandosi il piacere di degustare e apprezzare dei prodotti artigianali, unici e irripetibili.
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